Le regole di #mastodon non sono state incise sul Sinai e consegnate ai moderatori. Si possono discutere, criticare, cambiare e perfino prendere a pernacchie.

Detto questo, nel @fediverso nessuno mantiene i server con la fotosintesi. Si pagano hosting backup e ore della propria vita. E chi ci mette tutto ha il diritto di stabilire delle regole insieme alla propria comunità.

Allo stesso modo, gli utenti hanno tutto il diritto di dire “avete rotto il cazzo” e andarsene: https://ossessionicontaminazioni.com/2026/08/14/moderatori-o-prevaricatori-perche-abbandono-livello-segreto/

  • Elena Brescacin@poliversity.it
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    1 day ago

    @socialnetwork @fediverso Tra l’altro, essere inflessibili sul “no ai contenuti generati da AI”, è un rischio enorme per le persone con disabilità - non solo visiva, ma anche altre. Per cui con la volontà di avere contenuti “solo umani” si rischia di deumanizzare altre persone senza volerlo. Di base sarebbe come discriminare uno impossibilitato a parlare, perché usa la voce elettronica. E così finisce che, proprio chi dovrebbe essere più aperto a etica, inclusione, cazzi e mazzi, finisca per diventare ancora più chiuso di quegli altri. Stiamo attenti.

    https://techopolis.social/@tayarndt/117102282276040287

    • The devil in my blues@mastodon.uno
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      1 day ago

      @elettrona @socialnetwork @fediverso
      Basterebbe segnalarne l’uso e la modalità… così chi vuole la evita. Molti non lo fanno, alcuni per ignoranza (falsa) altri per comodo. L’AI c’è e ci sarà sempre di più…il problema è la stupidità umana con la quale sarà usata. E comunque non credo che nessuna AI possa suonare o scrivere male come faccio io…e mi servirebbe solo per questo.😂

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        24 hours ago

        @0_Thedevilinmyblues @socialnetwork @fediverso Il punto è questo. “evitarla”. Prendi l’esempio di castopod, l’app federata per i podcast. Al netto che non ne ho il tempo, ma io avrei tutte le capacità di fare contenuti audio se volessi; ma i podcast, per essere idonei a tutte le piattaforme, hanno bisogno di una immagine di copertina. Ora, parliamoci chiaro: non c’è tutta questa fila infinita di vedenti che dica “son qua, te la faccio io, poi la mettiamo su”; quindi se io volessi farmi un podcast, la prima cosa che farei sarebbe generare la copertina col robot, e poi buttarla su, non curandomene più. Perché la grafica non è (non può essere) compito mio e perché, di base, senza copertina tu su castopod un podcast neanche lo carichi.
        Però, per la cricca “no AI”, anche in un ipotetico podcast in cui spiegherei chi cavolo sono in tutte le salse, dovrei mettermi in ginocchio con un content warning e degli hashtag specifici, per dare la possibilità a qualcuno di evitare il mio materiale perché c’è una copertina generata in automatico? Ma porca miseria, e ancora sono gentile…
        Io devo già giustificare la mia esistenza, coi miei diritti ed esigenze da essere umano, ogni volta che un chiosco è solo touch, che qualcuno in un esercizio pubblico parla con un eventuale accompagnatore anziché con me, quando c’è da ordinare da mangiare o chiedere cosa mi serve; devo fare carte false per passare in strada quando ci sono macchine parcheggiate a cavolo, devo sperare di non trovare merde di cani lasciate per strada, e avanti. Devo pure giustificare il perché e per come uso l’AI in un ambiente come il fediverso che per definizione dovrebbe essere più attento all’etica? Per quel che mi riguarda, è lo stesso livello di spiegare perché il mio indice destro, quando cammino, è lungo un metro e 30 o perché il mio smartphone parla o perché certi ciechi hanno un essere peloso a fianco, che può e deve entrare ovunque. Poi non parliamo degli occhiali. “sono accesi? Sono spenti? Non è che mi registri”… E i tuoi occhi? Li tieni al loro posto o mi sbirci il culo? Io neanche posso saperlo…
        Non ci siamo.

    • Linda Sartini@mastodon.uno
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      1 day ago

      @elettrona @socialnetwork @fediverso ma questo discorso è super bello. Non ci avevo pensato, o meglio non ci ero arrivata del tutto. In Star Wars i droidi fanno i lavori sporchi, pericolosi o noiosi: detesto vedere che qui gli artificiali si prendono le parti più fighe del lavoro umano (ragionare, scrivere, creare immagini, musica, filmati) e lasciano a noi raccogliere i pomodori e cucire vestiti brutti. L’IA ci deve servire! Aiutare! Non perculare per conto di quattro stronzi oltreoceano.

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        1 day ago

        @lindasartini @socialnetwork @fediverso quello che mi destabilizza è che, ancora una volta, si pensa alle persone “che si fanno sostituire dalle macchine” dal solito punto di vista del cazzo da umano privilegiato con 5 sensi, una voce, 2 gambe, 2 orecchie, un cervello neurotipico… E a nessuno mai di questi sedicenti “sani privilegiati” viene in mente che al mondo c’è anche altro. Esseri umani che non hanno tutto il corpo o i neuroni funzionanti, pertanto le macchine in qualche modo compensano. Più che includerci, spesso e volentieri gli umani “privilegiati” ci deumanizzano. O escludendoci dall’uso della tecnologia e dalla vita quotidiana tramite barriere architettoniche, o ci rendono super eroi tramite l’inspiration porn. Ma divieti a contenuti AI, agli smart glasses, tra poco pure a immagini e voci elettroniche… Rendono ancora meno umano chi, grazie proprio a queste tecnologie, potrebbe ritrovare un minimo di capacità sfruttando le macchine dove non arrivano le capacità residue.

        Io non ce l’ho con livellosegreto o chi che sia, ce l’ho con una tendenza che sto respirando sempre più sul fediverso. Proprio da chi vorrebbe concentrarsi sull’etica. Io sono scappata dai social commerciali perché troppo vicini all’estrema destra, e qua mi trovo in diversi casi a fare i conti con persone che, come minimo, di fronte all’uso di certe tecnologie, cercano come minimo di farti sentire in colpa per l’inquinamento.
        Io spero che nessun ambientalista rompa le palle a una sedia a rotelle o un bastone bianco perché è un potenziale ammazza-formiche, lombrichi, larve…
        Allora nessuno disturbi una persona con disabilità che si fa assistere dalle macchine. Proprio chi dice di tenerci più all’etica, dovrebbe capirlo. E invece si è tutti uguali. Sempre con lo stesso atteggiamento disumanizzante.
        Attenzione però, non sto accusando persone specifiche. Sto evidenziando un’atmosfera generale che si respira, su cui ho pure visto diversi disabili cascare e rassegnarsi.

        • Linda Sartini@mastodon.uno
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          24 hours ago

          @elettrona @socialnetwork @fediverso hai ragione da vendere. Coi Parents si parla da tempo di come, in campo ambientalista, rompere le scatole ai poracci con la Panda a benzina sia stupido: prima di tutto viene la gente, prima vengono le necessità delle persone normali, e un riccone con l’ultimo modello di Tesla fa più danni del trattore diesel del contadino. Quindi ben venga l’IA che aiuta, ben venga la tecnologia che serve, e che al centro di tutto si mettano le persone.
          Oddio sembro il Papa!