Mi fanno sempre sorridere quelli che dicono di voler sostenere l’@opensource, imparare a gestire un server, usare alternative ai Big Tech e costruire un web più libero. Poi però finiscono a usare servizi proprietari perché sono gratis, esattamente con le stesse motivazioni di chi resta su servizi google, Facebook o WhatsApp: comodità e abitudine.

La cosa divertente è che alcuni usano servizi proprietari ospitati su Amazon e poi citano i guru anti sorveglianza. 😁

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    6 hours ago

    @datak @opensource Pazzesco, ma non faccio alcuna fatica a crederci. Ormai Amazon è dappertutto: anche se non hai Alexa in casa, c’è una buona probabilità che una parte dei servizi che usi ogni giorno passi comunque dai suoi server.

    E poi ci sono gli elettrodomestici smart: frigoriferi, telecamere, aspirapolvere, assistenti vocali… un ecosistema di oggetti connessi che spesso sappiamo usare, ma raramente sappiamo davvero controllare.

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      6 hours ago

      @datak @opensource Una prospettiva che farebbe inorridire Richard Stallman, che partì da una semplice battaglia per i driver di una stampante e finì per dare vita a una vera rivoluzione culturale sul controllo della tecnologia.

      Oggi molti sorridono davanti alle sue posizioni considerate estreme. Poi però si stupiscono quando scoprono che la loro casa, i loro dati e perfino i servizi che si dicono “liberi e decentralizzati” che li circondano dipendono da progetti proprietari delle Big Tech.