Mi fanno sempre sorridere quelli che dicono di voler sostenere l’@opensource, imparare a gestire un server, usare alternative ai Big Tech e costruire un web più libero. Poi però finiscono a usare servizi proprietari perché sono gratis, esattamente con le stesse motivazioni di chi resta su servizi google, Facebook o WhatsApp: comodità e abitudine.
La cosa divertente è che alcuni usano servizi proprietari ospitati su Amazon e poi citano i guru anti sorveglianza. 😁


@filippodb @datak @opensource
A me impressiona ancora di più un’altra cosa: molte webcam e dispositivi smart usati in massa nelle abitazioni si collegano direttamente a server cinesi, spesso senza che l’utente lo sappia.
Con un Pi‑hole ho riscontrato elettrodomestici che, appena accesi, contattano AWS e server cinesi anche senza aver mai configurato l’app.
@emanuelegori ho un robot lavapavimento che ogni 24 ore “spara” verso baidu, ma non passa dal mio pi-hole. @filippodb @opensource
@emanuelegori @datak @opensource le webcam cinesi sono realmente inquietanti anche perché funzionano benissimo e costano troppo poco, sono destinate ad invadere le case dei vicini e quindi anche se non le usi ci finisci dentro.
@filippodb @datak @opensource
Pensa a chi mette le webcam in casa per sentirsi più sicuro.
L’immagine catturata in casa viene inviata verso l’infrastruttura del produttore, spesso in Cina, per essere trasformata negli alert che ricevi ovunque ti trovi.
Alla fine scambiamo la privacy domestica per un servizio generalmente gratuito.
@emanuelegori il problema è sempre che chi compra vuole il prodotto “accendi e vai”. Ho tutta la videosorveglianza acquistata dalla Cina, ma il suo cloud è bloccato e “guardo” tutto attraverso una VPN dal mio cellulare verso la mia LAN. Non esce nulla in rete. Ma ti posso garantire che anche blasonati marchi che si spacciano per italiani, “sparano” tutto in Cina per poi ritornare sul cellulare. “Tanto non ho nulla da nascondere [cit.]” @filippodb @opensource