Fa sempre sorridere chi giudica Mastodon guardando solo gli utenti registrati o gli utenti attivi mensili. Sono metriche nate per chi vende pubblicità, non sono adatte per il @fediverso.

La vera salute di un social si vede dalla qualità delle conversazioni, dalle relazioni e dalle interazioni positive tra le persone.
Per migliorare l’esperienza di tutti ci sono 25 comunità tematiche da seguire: https://diggita.com/post/892942 e anche grazie a queste abbiamo supperato le 100mila interazioni mensili! ❤️

  • :fedora: filippodb ⁂ :cc:@mastodon.unoOP
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    14 days ago

    @elettrona @fiorelisa @fediverso Inoltre, non essendoci incentivi economici, non esiste la piaga degli influencer costretti a inseguire l’engagement a ogni costo per non essere penalizzati dagli algoritmi. Questo evita molte dinamiche tipiche dei social: invece di abbassare continuamente l’asticella per catturare l’attenzione con contenuti sempre più banali o provocatori, la qualità qui può tornare a contare di più

    • Elena Brescacin@poliversity.it
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      13 days ago

      @filippodb @fiorelisa @fediverso Assolutamente sì, la qualità torna a prevalere sul mero coinvolgimento; ma, se io autore non monetizzo, lo sforzo che farò per produrre contenuti sarà sempre minore rispetto a quello che vorrei. Attenzione, non sto parlando di lavorare in proprio creando contenuti federati, quella penso sia un’ambizione ancora poco concretizzabile. Ma eventualmente per comprarmi libri da leggere, andare a visitare posti, insomma avere accesso a materiale sempre nuovo per i contenuti (se sei un fotografo o un documentarista serio, hai bisogno di attrezzatura anche se metti i contenuti su peertube) e non puoi dire ogni mese “amico, fammi la donazione su liberapay”

      • Fiorelisa@mastodon.uno
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        13 days ago

        @elettrona @filippodb @fediverso

        Eh, tocchi una questione cruciale… Al momento una soluzione potrebbe essere trovare dei fondi anche da pubblicità e sponsor che vengono dall’esterno.
        Piuttosto che rinunciare per mancanza di fondi, secondo me è meglio fare così.
        Sarebbe bello anche trovare un modo di fare una specie di ‘scambio’ o ‘baratto’ con altre persone (io do una cosa a te, tu ne dai una a me, e siamo entrambi contenti).

        • The devil in my blues@mastodon.uno
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          13 days ago

          @fiorelisa @elettrona @filippodb @fediverso

          Ricavare un guadagno dal proprio lavoro o dalle proprie opere non è “il male”, non corrompe una identità, non è mero capitalismo… forse…basterebbe che una parte del guadagno fosse destinata alla crescita/qualità di tutta la comunità.
          Esempio su 100 un 30 o 40 rientrano nella comunità. Ovviamente poi la questione è monetariamente più complessa.
          Buona riflessione

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            13 days ago

            @0_Thedevilinmyblues @fiorelisa @filippodb @fediverso Non sempre si può fare. Diciamoci la verità: il tale che fa il pane a mano, e vive di quello, non è che il tot percento dei suoi guadagni li possa dare ai poveri del mondo (o anche fossero quelli del suo quartiere); in tal caso può per esempio dar via ai bisognosi il pane invenduto quello sì. Quella è una cosa che si dovrebbe fare - così per gli alimenti, i vestiti, ecc; secondo me dovremmo cercare tutti di sforzarci a fare in modo che la comunità, grande o piccola che sia, possa dividersi i servizi oltre che la moneta. Dopo, che i più ricchi del mondo, spendano i soldi per comprarsi antenna destra di lumaca del nord da mangiare a colazione, piuttosto di aprire un fondo per aiutare chi ha bisogno, è un altro discorso. Ma qua ho paura che si scada nel, “mangia tutto, Giorgetta, perché i piccoli dell’africa muoiono di fame” ma va in mosca, par non dir qualcossa altro!