Tra i documenti depositati di recente presso il tribunale, figura una lettera inviata da Telegram alle autorità statunitensi in cui l’azienda condivide i dati degli utenti in seguito a un’ordinanza del tribunale. Il caso in cui è emerso questo documento ruota attorno a Mahmoud Amin Ya’qub Al-Muhtadi, che avrebbe partecipato agli attacchi del 7 ottobre contro Israele.
https://www.404media.co/heres-what-telegram-giving-data-to-the-u-s-government-looks-like/


Quel sito richiede registrazione senza un motivo specifico. Siccome non voglio spalmare i miei dati ovunque per arricchire qualche miliardario, andro’ a leggere Russia Today, che non pone condizioni per leggere un articolo.
Ops. E’ cosi’ che funziona la propaganda online. Sfrutta l’accesso rapido alle notizie.
Ma guarda che caso.
@uriel@x.keinpfusch.net @informatica@feddit.it
Infatti le notizie fondamentali sono tutte nella sintesi…
PS: 404 presenta anche piani a pagamento (piuttosto esosi) ma va detto che è una testata che pubblica sempre buoni articoli sulla tematica dei diritti digitali. Certo, questo rende ancora più paradossale il loro modello di business basato sulla cosiddetta “pubblicità mirata” e lo rende meno accettabile rispetto a quello di un giornale generalizta meno avvezzo alle tematiche dei diritti digitali come per esempio “Il Manifesto”, che pratica esattamente la stessa politica…
Comunque con un’email monnezza e un qualsiasi browser meno che pessimo il problema non sussiste
@macfranc concordo. Basta avere una mail per lo spam (chi non ne ha una?) e un browser impostato per non lasciare dati in giro. Semplice.
P.S. Quel portale accetta anche mail temporanee.
@uriel @informatica
Ma certo. Spalmiamo pure la difesa dallo spam sull’utente finale.
Ma Russia Today non chiede queste cose. Vince sempre lui, per maggiore fruibilita’.