Cloudflare contro AGCOM: le richieste di Piracy Shield non sono tecnicamente possibili
Matthew Prince, ceo e co-fondatore di Cloudflare, non usa mezze misure. In una intervista con Il Sole 24 Ore parla di ritorsioni, di leggi «illegali», di un’Autorità che «non capisce come funziona Internet» e di un’Italia che rischia di pagare un prezzo altissimo.


@pierobosio
Che Piracy Shield sia un abominio non è neanche in discussione. Sono d’accordo. E di solito non si parla neanche di CDN, ma di DNS. Ma facciamo fatica a capire esattamente il contenuto di questa richiesta specifica, perché non si trovano informazioni.
Però ci sono attori italiani (gli internet service provider) che ottemperano alle richieste di Piracy Shield.
Ora le cose sono due: o togliamo Piracy Shield (favorevole!), oppure Prince deve spiegare nel dettaglio perché non può dare seguito alla richiesta. E a quel punto avrà la mia simpatia.
Perché se lui lotta al posto nostro contro la censura e noi lottiamo al posto suo per difendere (cosa esattamente?) è un mondo al contrario.
@informapirata @DataKnightmare @informatica
@game la Legge n. 93 del 14 luglio 2023 e il regolamento della Agcom sono pubblici (https://www.agcom.it/competenze/antipirateria-e-piracy-shield/piattaforma-piracy-shield#normativa_rilevante): i fornitori di servizi internet (gli ISP, quasi tutti incazzati) devono oscurare i siti e gli indirizzi IP segnalati per la trasmissione illegale di contenuti in diretta. Punto.
@pierobosio @DataKnightmare @informatica
@game @informapirata @DataKnightmare @informatica
Se io fossi al posto di Prince e mi vedo arrivare la richiesta di bloccare l’IP 123.123.123.123, senza altre informazioni, non darei seguito alla richiesta, perché su quell’IP ci sono per es. altri 100 servizi di altri 100 utenti diversi con i quali ho dei contratti legali da rispettate pena richiesta danni da parte di quei 100 utenti se non ottempero agli impegni contrattuali presi con loro. Avrei bisogno di maggiori garanzie e tutele legali.