Negli anni ’80 Danny Hillis ideò la Connection Machine, un supercomputer basato sul calcolo massivamente parallelo: migliaia di piccoli processori lavoravano insieme invece di affidarsi a una sola CPU potente. Le CM-1, CM-2 e CM-200 divennero celebri anche per il design futuristico e i migliaia di LED rossi. Nonostante il successo limitato, anticiparono concetti fondamentali dei moderni supercomputer, delle GPU e dell’IA.


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