Lorenzo Tosa

È successo.

La maggioranza di destra ha appena ufficialmente negato in Aula alla Camera l’acquisizione delle chat tra Delmastro e Caroccia.

Con 206 voti a favore (e 133 contrari), la destra peggiore della storia repubblicana ha appena umiliato le istituzioni e calpestato il diritto e dovere dei giudici di indagare su un fatto gravissimo che tocca i rapporti tra politica e criminalità organizzata e, insieme, ha leso definitivamente il diritto dei cittadini di sapere cosa ci fosse scritto in quelle chat.

La prossima volta che sentite Giorgia Meloni straparlare di Paolo Borsellino, di antimafia, di lotta alla criminalità organizzata, ricordatevi questi 206 voti.

Segnateveli tutti.

Per capire bene il significato delle parole ipocrisia e vergogna.

Siamo di fronte a una classe politica indecente che tratta i poveri come criminali a qualsiasi età e protegge i suoi amici dalle inchieste.

Spacciandolo pure come garantismo. Che non c’entra nulla con questo scempio.

E poi, non paghi, invece di provare vergogna, hanno avuto ancora il coraggio di insultare le opposizioni accusandole, nel delirio, di essere andati a trovare in carcere un condannato al 41bis, come se non fosse una normalissima prerogativa parlamentare.

Ha ragione Gianni Cuperlo. Questa non è politica.

Questo è teppismo istituzionale.

Questa è una delle pagine più nere del governo più NERO (in tutti i sensi) della storia della Repubblica.

Chiunque, di qualunque colore, di qualunque idea e un minimo di decenza e pulizia, da stasera ha capito che l’unica cosa che possiamo fare, come cittadini, come attivisti, come partiti, come politici, come società civile, è mandare a casa questa gente.

Prima che sia tardi.

È già tardi.

Questo è.

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