Quello che sta accadendo ha del clamoroso.
Da Lorenzo Tosa

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, tramite il proprio ufficio stampa, ha chiesto uffficialmente chiarimenti al ministro della Giustizia Nordio per le presunte false informazioni sul caso del figlio adottivo di Nicole Minetti, che le sono valse la grazia due settimane fa addirittura per “motivi umanitari”.

Pochi giorni fa, grazie all’ottimo Thomas Mackinson sul “Fatto quotidiano”, è venuto fuori che quelle motivazioni proposte dal Ministero nel febbraio di quest’anno sarebbero state “non veritiere” e che - scrive Mackinson - “quel bambino che nell’istanza viene presentato come ‘abbandonato alla nascita’ senza legami familiari non lo era”.

Sono le stesse motivazioni con cui il ministero della Giustizia ha fatto ottenere a Minetti la clemenza da parte del Capo dello Stato.

Ed è a questo punto che Mattarella ha deciso di intervenire con una lettera rivolta direttamente al Ministero con cui chiede spiegazione a Nordio, dal momento che il Quirinale non può condurre indagini autonome.

Cosa dice?

“In riferimento al decreto di concessione della grazia alla signora Nicole Minetti adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta favorevole del Ministro della Giustizia, lo scorso 18 febbraio 2026, e alle conseguenti notizie di stampa in ordine alla supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza, su indicazione del Signor Presidente prego di voler provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”.

Tradotto?
Dimostra che era tutto vero!
E fallo pure in fretta!

Se le indiscrezioni fossero confermate, significherebbe che Nicole Minetti è stata graziata sulla base di false informazioni, con una sciatteria che non avrebbe davvero precedenti su una questione così seria e delicata come la grazia.

E a quel punto, il ministro della Giustizia Nordio dovrebbe dimettersi all’istante.

Anzi, si sarebbe dovuto dimettere un mese fa dopo la bocciatura della sua riforma.

A prescindere da come andrà a finire, grazie a Thomas Mackinson per il suo lavoro e menomale che abbiamo ancora un’informazione libera a fare da cane da guardia del potere.

Finché esiste, un’informazione.

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